National Anthem

Minchia!

Dio è morto

Volete sapere il titolo della canzone italiana più importante degli ultimi 100 anni? Un nome. Fabrizio de André. Un titolo. Smisurata preghiera. La più strabiliante, profonda e meravigliosa canzone italiana di sempre. Un capolavoro assoluto. Una canzone tanto meravigliosa e così imponente da togliere il fiato. Se non provate nulla ascoltandola, mi sa che vi conviene chiedere aiuto. A uno bravo.

Talking Heads 2

Non è l’imitazione che consegna splendore all’interprete. È l’originalità. L’idea, è l’emozione. Quindi: Marco Mengoni, vai a fare in culo. Tu e il tuo X-Factor, bastarda imitazioni di un’originale che è splendido, candido e insuperabile.

Talking Heads

Che cosa si può dire del più strabiliante gruppo degli anni ’80 e ’90? Tanto di cappello, e un applauso al gigantesco David Byrne (premio Oscar, Golden Globe e Grammy) e a quel maledetto folletto che risponde al nome di Brian Eno (uno che ha trasformato un complesso di inferiorità come gli U2 in un gruppo record di vendite in tutto il mondo). PS: se vi capita, trovate il “Live in Rome 1980″, dei Talking Heads; oppure lo straordinario “Stop Making Sense Tour”.

Sigur Ross

Lagna siderale, versione pret-à-porter dei capolavori minimali composti dai Kings of Convenience, eppure questo pezzo ha un’aura meravigliosamente fresca, soave, schietta. Forse, è davvero un capolavoro. Sicuramente vale la pena fidarsi di queste sonorità assurde e ascoltare, rapiti, l’estasi nordica di questo pezzo.

Parlando di cover [2]

Che i Primus siano uno dei gruppi più incazzosi degli anni ’90 non è da sottolineare. Ma che abbiano realizzato una cover di “Have a Cigar” degli immensi Pink Floyd, e che questo orrore sia straordinariamente superiore alla versione originale, beh, questo è notevole. Veramante notevole.

Parlando di cover [1]

Con rispetto parlando, non sono mai stato un fan sfegatato di Patty Smith, né dei Nirvana. Eppure la “combo” realizzata in questa cover è qualcosa di assolutamente strabiliante. Davvero. Meraviglia e viscere.

Summertime

Sinceramente? L’unica cosa che ho pensato, ascoltando questa interpretazione di Summertime da parte di Oscar Peterson, è stata “mecojoni”. Non so se esiste un termine tecnico, per definire questa sensazione. Comunque, se avete iTunes e vi piace il be-bop, provate a sintonizzarvi su Radio > Jazz > JAZZRADIO.com Bebop, ne scoprirete delle belle.

Moanin’

Un gigante, nel vero senso della parola: compositore immaginifico, musicista virtuoso, e così grosso che il contrabbasso se lo portava in giro sulla spalla come una giacchetta. Siore e siori, il più grande jazzista di cui non sentirete mai parlare: Charles Mingus. Se vi capita di trovare sugli scaffali “Cumbia and Jazz Fusion“, compratene due copie.

Sparring Partner

Voglio sperare non ci sia bisogno di aggiungere altro.

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